Ludopatia, gambling e tutela dei minori

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Il successo del gioco d’azzardo online è in continua ascesa, ma allora, perché non se ne parla?

Che il gambling online in Italia stia attraversando il suo periodo d’oro è indubbio: basta guardare i numeri dell’ultimo anno per rendersi conto del forte successo delle case da gioco online.

Alla luce di questi dati si è fatta sempre più pressante la necessità di creare delle regole che lo riguardassero da vicino. La AAMS, ovvero la oramai celeberrima Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato, si è data un gran daffare negli ultimi tempi venire incontro sia alle esigenze dei giocatori come per tutelarne il denaro e la sicurezza, creando regole e divieti specifici ai quali i casinò online devono sottostare per poter avere il certificato AAMS.

Dove è il problema, dunque? La totale mancanza di regolamentazione per un altro aspetto del gioco online, ugualmente importante per la sua sopravvivenza: la pubblicità.

Il vero problema risiederebbe infatti nella creazione di una pubblicità (qualunque sia il mezzo, audio, video, televisivo o internet) che tuteli il pubblico, e in particolare, i minori.

A questo proposito l’Agcom, ovvero l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, ha indetto un workshop che si è tenuto il 2 maggio a Roma, dal titolo Gioco d’azzardo, Media & Minori. Quali regole?

Come dichiarato sul programma del workshop:

La rapida espansione del gioco d’azzardo è un fenomeno sociale tra i più rimarchevoli che abbiano interessato il nostro paese negli ultimi anni. […] La diffusione della pubblicità del gioco d’azzardo, soprattutto laddove essa è fruibile dai minori, ha destato molte preoccupazioni; e richieste di limitazione e messa al bando della pubblicità sono emerse da più parti.

Obiettivo del seminario è stato quindi l’analisi del problema e la ricerca di una serie di soluzioni, con un occhio particolare a come è stato e viene affrontato lo stesso dilemma all’estero.

Il primo problema affrontato durante il workshop è stato la possibilità di creare delle regolamentazioni che vadano a imbrigliare le pubblicità su Internet, che in questo campo è una vera e propria terra di nessuno.

Inoltre, per quanto sia virtualmente impossibile per un minore avere accesso a una piattaforma di gioco online, in quanto per scommettere, in ogni casinò che sia in possesso di una certificazione AAMS, deve necessariamente fornire e confermare i propri dati anagrafici con tanto di scansione della propria carta d’identità, ciò non vuol dire che un ragazzino particolarmente determinato non possa riuscire a gabbare il sistema.

Durante il workshop si è quindi discusso sulle potenzialità del gambling online e sulla possibilità di regolamentare il modo in cui può e deve essere visto anche da occhi meno maturi, ossia come un azzardo che si corre a proprio rischio e pericolo, nella piena consapevolezza di ciò che si sta facendo.

Nell’attesa di una serie di regole che possano arginare la disinformazione che vuole il gioco online un investimento facile e sicuro, si è richiesta una maggiore trasparenza dell’informazione, senza inganni e fronzoli, ma nella sua nuda e cruda realtà. Il gioco come le sigarette, dunque? Forse, ma con molti meno rischi per la salute, se si agisce responsabilmente.