Tutta l’Italia gioca d’azzardo, ma forse il Sud un po’ di più

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I dati del Politecnico di Milano confermano il profilo del giocatore medio già tracciato nell’anno appena trascorso.

L’Osservatorio Gioco Online del Politecnico di Milano, che si occupa della registrazione e dello studio dei dati del gioco d’azzardo online, ha reso noti nel giugno di quest’anno i dati della prima metà del 2016, con risultati positivi, ma per certi versi preoccupanti.

Rispetto all’anno precedente, gli introiti del gioco d’azzardo via internet sono saliti di un buon 13%, con una somma che sfiora i 821 milioni di euro in scommesse. È aumentato inoltre il numero di persone che gioca a cadenza mensile, mentre sale di pochissimo il dato rappresentato dai nuovi giocatori.

A restare invariato è invece il profilo del giocatore medio: uomo nell’85% dei casi, anche se si è visto che il gioco d’azzardo raccoglie sempre più consensi anche tra il pubblico femminile.  L’età media si è assestata tra i 24 e i 44 anni, fascia di età che coinvolge il 56% dei giocatori.

A far discutere è il dato relativo alla provenienza geografica del giocatore medio italiano, decisamente meridionale, come testimoniato dal 48% degli intervistati. Nello specifico, la Campania è la regione dove si gioca di più, seguita dal Lazio e dalla Lombardia.

Se si considera invece il gioco d’azzardo nella sua interezza, non limitandosi alle piattaforme digitali ma comprendendo anche sale da gioco fisiche e bar attrezzati, le carte in tavola cambiano: a farla da padrone è infatti la Lombardia, con una cifra giocata che supera ampiamente di 14 miliardi di euro giocati nel solo 2015; al secondo posto troviamo invece il Lazio, e rovesciando i ruoli, al terzo posto la Campania. Le regioni in cui si è giocato di meno (ma in nessuna regione si è registrato un numero pari a zero di giocatori) sono invece il Molise e la Valle D’Aosta.

I dati riguardanti il gioco al Sud, in concomitanza con l’apertura di diverse strutture dedicate al gioco d’azzardo e la diffusione, crescente, delle cosiddette “macchinette” per slot machine e video poker, hanno destato una preoccupazione generale che ha portato diverse grandi città nel cuore delle regioni in cui si gioca di più, prima tra tutte Bergamo per la Lombardia e Napoli per la Campania, a limitare gli orari di accesso a questi dispositivi. Il decreto, ampiamente contrastato da molti tra giocatori ed esperti, è tuttavia ancora in vigore e ancora si devono raccogliere i dati di questa chiusura forzata, sperando che non dia vita a fenomeni di gioco clandestino e sotterraneo.