Giovani e Gioco d’azzardo

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Uno sguardo al 2016 e all’atteggiamento dei giovanissimi nei confronti del gioco d’azzardo

Sempre più ragazzini provano a giocare d’azzardo almeno una volta, ma sempre più abbandonano il gioco dopo le prime perdite:

Sembra essere in calo, per la prima volta da anni, il numero dei giovani giocatori d’azzardo: questo è quanto emerso dall’indagine Nomisma-Unipol, creata in collaborazione con l’Università di Bologna.

L’ Osservatorio “Young Millennials Monitor – Giovani e Gioco d’Azzardo” ha messo sotto i riflettori le abitudini e le esperienze di circa 11.000 ragazzi tra i 14 e i 19 anni dalle scuole secondarie italiane di tutta la penisola.

Il quadro emerso vede il numero dei giocatori in calo del 4.6%. Nell’anno appena conclusosi, 1.240.000 ragazzi ha tentato almeno una volta la fortuna: l’anno precedente erano stati invece ben 1.300.000.

L’Emilia Romagna si dimostra essere la regione in cui il gioco d’azzardo ha l’attrattiva minore, mentre i dati confermano la tendenza secondo cui il gioco è maggiormente sentito nelle regioni del centro, dove il 54% del campione ha almeno una volta provato a giocare, e del Sud Italia, che invece conta il 53% degli intervistati.

I motivi per cominciare a giocare sono i più disparati e comuni: solo l’11% degli intervistati parte con l’idea di poter vincere una cospicua somma, mentre la stessa quantità di giovani prende l’iniziativa spinto dal fatto che parenti e amici giochino a loro volta. In pochi, ancora, cominciano a giocare per puro divertimento: solo il 18%. La fetta di giovani più cospicua, il 21%, inizia la propria avventura nel gioco d’azzardo per semplice curiosità o per caso.

Tra i giochi più amati, si conferma il Gratta&Vinci (il 35% degli studenti ne ha acquistato almeno uno), mentre continuano ad avere presa sulle menti del giovane pubblico le scommesse sportive in agenzia o online.

Dati comunque preoccupanti che hanno fatto ritornare a galla vecchie idee proibizioniste. Il  ministro degli Affari regionali e Autonomie Enrico Costa, intervenuto alla presentazione dell’indagine presso, appunto, l’Università di Bologna, ha infatti dichiarato che lo stato dovrebbe disintossicarsi dal gioco d’azzardo dal punto di vista del bilancio, o gli interventi volti all’arginamento del problema saranno percepiti come un gesto contraddittorio e, se vogliamo, ipocrita.

C’è un dato che però fa ben sperare: sempre più ragazzi, dopo aver provato a giocare, hanno abbandonato l’azzardo: i numeri segnalano che circa il 32% degli studenti ha considerato il gioco solo una perdita di denaro.