La crisi non tocca le slot machine

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Straordinario incremento negli ultimi anni del numero di slot machine sul territorio italiano, per un settore che, evidentemente, non conosce crisi.

Con la drammatica crisi economica che ha scosso e continua a scuotere l’Europa tutta negli ultimi anni, ci si aspetterebbe una picchiata, almeno sul territorio nazionale, anche nei consumi “accessori”, come le slot machine.

A dire il vero, questo pensiero non potrebbe essere più lontano dalla realtà: il mercato delle slot macine è in continua e costante ascesa.

I numeri parlano chiaro: secondo una ricerca Unioncamere su dati Infocamere, il numero delle aziende che si occupano della distribuzione delle slot (tecnicamente definiti “Gestori di apparecchi che consentono vincite in denaro funzionanti a moneta o a gettone”) è passato da 128 nel 2009 a ben 1776 a fine 2015, moltiplicandosi di ben 14 volte, segnando una crescita senza eguali nel panorama del gioco d’azzardo italiano.

La regione con il maggior numero di gestori di slot machine è la Lombardia (291), seguita sul podio dalla Campania (210), mentre il terzo posto, per pochissimo, va al Lazio (202). Le città con più imprese sono invece Roma, Napoli e Milano, con rispettivamente 148, 106 e 87 attività, rovesciando paradossalmente la classifica regionale. Medaglia di legno a Torino, con “sole” 66 imprese.

Fortissima la concentrazione di questi gestori al Nord più che al Sud, che comunque però sembra stare raggiungendo l’altra metà della penisola. Un dato su tutti: ogni provincia italiana ha almeno una società di gestione del mercato delle slot.

Si tratta di numeri da capogiro che fanno ben comprendere il grandissimo giro d’affari che si è sviluppato negli ultimi anni intorno al mercato delle slot e al loro funzionamento, oltre che offrire una visione di insieme del moltiplicarsi vertiginoso del numero di slot machine presenti sul territorio.

Stupisce, da questo punto di vista, constatare che il maggior flusso di mercato sia in realtà concentrato nei fatturati di pochi operatori. Rifacendosi solo ai dati dei bilanci dell’anno 2014 delle società operanti nel settore (solo 436), riscontriamo che l’81% del fatturato, per una cifra di circa 1,2 miliardi di euro, è da imputare ai primi 7 operatori.

Restando in tema, il 55% del fatturato del gioco d’azzardo italiano è dovuto a video lottery e slot machine, per un totale di circa 90 miliardi di euro nel solo anno appena trascorso.

Numeri che fanno riflettere: non stupisce che il mercato delle slot sia quello in maggiore crescita negli ultimi anni, né il grande interesse degli investitori nell’accontentare le richieste dei giocatori con giochi sempre più appassionanti e interessanti.